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BELMONTE PICENO



Belmonte Piceno è collocato su una dorsale che ricopre il ruolo di spartiacque tra le valli del Tenna e dell’Ete Vivo. Preistoria e protostoria hanno le loro testimonianze nelle trecento tombe identificate di età picena, dotate di straordinaria quantità e qualità di reperti. Il colle belmontese dei Capi Piceni era crocevia dei traffici con un elevato grado di prosperità quando fu occupato dai Romani;  nel 269 questi si imposero con le armi. Dai primi anni del V sec.   ci furono devastazioni da parte dei popoli germanici.  Entrò a far parte del dominio farfense come testimonia un registro dell’XI sec. . Il nome deriverebbe dai coloni immigrati da Belmonte Sabino; dal 1263 i belmontesi redassero patti scritti con l’autorità fermana per essere esentati dalle tasse, mentre cinque anni dopo ne ottenevano la perpetua cittadinanza. Nel XIV sec.  Belmonte si pose come notevole centro del commercio fermano proteggendo con mura esterne il centro urbano, mentre nel territorio si diffondevano case rurali e piccole chiese di campagna. Durante i secoli di pace il Castello registrò una notevole espansione e si rinnovarono ed accrebbero le abitazioni rurali.


MONUMENTI, CHIESE E MUSEI

Chiesa S. Salvatore (XII sec.), ricostruita nel XVIII sec. ha come elementi di spicco una Pietà, scultura lignea del XV sec., una croce stazionale in argento del XVII sec. ed un reliquiario della S. Croce.


Torre quadrangolare e resti di cinta fortificata del sec. XV.

Chiesa romanica di S. Maria in Muris (S. Simone e Giuda).  Sulle rovine romane tra il 936 ed il 962 i monaci benedettini costruirono una chiesetta rurale, in puro stile longobardo, con torrione di vedetta (rimurato nel XVI sec.) e con un eccezionale criptoportico preromanico all’ingresso sotto la torre. Le testimonianze romane sono una lapide funeraria e uno spezzone di marmo bianco su cui è scolpito un leone, incastonati nella facciata.