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SANTA VITTORIA IN MATENANO



Edificata nell’anno 898 dall’abate di Farfa Pietro I, costituì il centro di tutto il presidiato farfense nelle Marche. L’abate Raffredo vi fece trasportare, verso il 930, all’epoca delle scorribande dei Saraceni, il corpo della S.Vergine e Martire Vittoria, di nobile famiglia romana, che ancora si conserva, in una urna di marmo, nel Santuario della Collegiata. Il paese raggiunse l’apice della sua floridezza e del suo potere territoriale nel 1357, quando divenne sede del Presidato Farfense. Nel 1406 si dotò di uno statuto proprio, il cui originale è custodito nell’archivio comunale insieme a numerose ed interessanti pergamene del XIII sec.. Fu anche centro letterario ed artistico, come provano libri e codici della sua Abbazia, in uno dei quali, conservato nella Biblioteca di Ascoli Piceno, si legge il più antico documento volgare delle Marche. Nel 1632 i Monaci di Farfa, dopo un’aspra protesta contro la riforma Cassinese del 1567, vennero definitivamente soppressi da Papa Urbano VIII, con l’istituzione di Collegiate nelle Chiese dei Monasteri.


MONUMENTI, CHIESE E MUSEI

Cappellone, adibito ad un uso sepolcrale, ricoperto di stucchi barocchi, presenta nell’altare centrale un’elegante statua del Cristo. Da visitare al suo interno anche la Cappella degli Innocenti, costruzione trecentesca con pareti e volte completamente affrescate.


Collegiata di Santa Vittoria, solida e imponente costruzione neoclassica realizzata tra il 1783 e il 1793. Conserva oltre ai resti di Santa Vittoria, alcune tele di Sebastiano Ghezzi, Alessandro Ricci e Giuseppe Bastiani.