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Capodarco, Chiesa di Santa Maria - Vittore Crivelli,

Madonna col Bambino, San Girolamo,

San Giovanni Battista, San Francesco

e il Beato Angelo Clareno


Vittore Crivelli - Pentittico


        L'esterno della chiesa

Dopo accurati studi e adeguati confronti, si è giunti alla conclusione che il pentittico proveniente dalla piccola chiesa titolata a Santa Maria di Capodarco sia un severo esempio di opera pittorica realizzata da Vittore Crivelli intorno al 1480. La tavola che verosimilmente manca del registro superiore e della predella, è mirabile per l’estrema semplicità compositiva, dettata quasi certamente dalla volontà dei committenti, i francescani dell’Ordine dei Clareni. Divisa da lesene goticheggianti, l’opera presenta in posizione centrale la Madonna in trono con le mani giunte, mentre con sguardo mesto contempla il Bambino addormentato sulle sue gambe. La testa appena reclinata, la curvatura delle labbra e gli occhi di Maria non celano l’inquietudine materna per quel bambino che l’angelo Gabriele aveva chiamato Figlio dell’Altissimo. Ad accrescere la tensione e a lasciar presagire il sacrificio messianico di Gesù sono i cetrioli e la mela polposa che pendono proprio dietro al suo capo coronato. Infatti, entrambi simboleggiano il peccato e la sordida perdizione in cui sono precipitati gli uomini, che possono essere tratti in salvo solamente attraverso la morte sacrificale del Figlio di Dio. All’estrema sinistra è ritratto san Girolamo con una lunga barba canuta e con indosso la veste e il cappello da cardinale. Pur essendo suo peculiare attributo iconografico, l’abito cardinalizio è il risultato di un’erronea esegesi medievale legata a taluni testi documentari. Infatti, non solo il santo di Aquileia con ogni probabilità non rivestì quel ruolo, ma il tipico capello rosso a falda larga è stato introdotto solamente intorno al 1252, quando Gerolamo era morto da più di ottocento anni. Mentre con la mano destra regge il modellino di una chiesa, nella sinistra stringe un libro che allude ai suoi scritti esegetici e naturalmente alla Vulgata, prima traduzione completa della Bibbia dalla lingua greca a quella latina.

Al suo fianco è raffigurato san Giovanni Battista, abbigliato con un’umile veste di peli di cammello e con la mano sinistra serrata intorno alla croce con il cartiglio dispiegato. All’estrema destra invece è rappresentato un frate abbigliato con una cappa bruna che è stato recentemente identificato dal critico dell’arte Massimo Temperini come il beato Angelo Clareno. Accanto è ritratto san Francesco d’Assisi con indosso il saio e il cingolo, mentre stringe in una mano il crocifisso, sommo oggetto di devozione, e nell’altra il libro della Regula.