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Cupramarittima, Chiesa parrocchiale di San Basso -

Vittore Crivelli, Madonna e angeli adoranti il Bambino


Il Trittico


         Particolare del trittico

Il trittico diviso da lesene decorate con semplici ornamenti vegetali, è stato imputato a Vittore Crivelli da illustri critici d’arte come Luigi Serra e Giovanni Battista Cavalcaselle. L’opera ha sollevato diverse controversie sia per la datazione che oggi è ritenuta intorno al 1494, sia per l’attribuzione che ha provocato serie titubanze principalmente a causa di una grossolana resa anatomica e una piattezza generalmente ovviata con marcati effetti chiaroscurali. Diversi studiosi hanno interpretato le varie ingenuità stilistiche presenti sulla tela commissionata al pittore ormai in tarda età come frutto dell’intervento di alcuni apprendisti della sua bottega. In posizione centrale è raffigurata la Vergine Maria, incoronata da testine angeliche e affiancata da una goffa coppia di cherubini, mentre con le mani giunte è in adorazione del Bambino Gesù. Il suo volto, caratterizzato da tratti delicati e gentili, è pervaso da una mesta inquietudine che lascia presagire il sacrificio messianico del Figlio di Dio. I due libri posti fra Gesù e la Madonna, invece, con ogni probabilità rappresentano il Vecchio e Nuovo Testamento. Nello scomparto di sinistra è ritratto san Basso, vescovo di Nizza e patrono di Cupramarittima, cittadina del basso litorale marchigiano in cui sono conservate le sue mortali spoglie. Vestito con sontuosi abiti episcopali, il santo stringe nella mano destra il pastorale e un libro che verosimilmente è il sacro Vangelo, mentre in quella sinistra impugna lo strumento della sua tortura. Si tratta di due lunghi spiedi che sulla base dell’antica tradizione cristiana vennero utilizzati per trafiggerlo dalla pianta dei piedi fin sopra il capo. Nel pannello opposto, invece, è raffigurato san Sebastiano secondo la più tipica iconografia rinascimentale. Legato a un colonna lignea e coperto unicamente da un drappo bianco intorno ai fianchi, il santo originario della Gallia è raffigurato mentre viene sottoposto a una gittata di frecce.

La sua colpa fu di aver approfittato del ruolo di comandante della prima legione di stanza a Roma per soccorrere alcuni cristiani imprigionati nelle carceri. Mentre dietro alla Vergine è sospeso un drappo in broccato a fondo oro con ramoscelli filiformi che disegnano morbidi motivi ornamentali, a ridosso dei due santi pendono tende color verde pavone che secondo alcuni studiosi simboleggiano la contemplazione e la Resurrezione di Cristo Gesù.