HOME PAGE

itinerari tematici

sei in: home > Musei  > Falerone, Museo Civico Antiquarium "Pompilio Bonvicini"

Falerone, Museo Civico Antiquarium

“Pompilio Bonvicini”


Statua di Cerere acefala



Il museo


Mosaico raffigurante un uccello su un ramo di melograno




Manufatto


Le Piane di Falerone, abitate già dal VI secolo a.C. da una popolazione fiera come quella picena, nel 29 a.C. divennero colonia romana con il nome di Falerio Picenus per volontà dell’imperatore Augusto che pensò di elevarla a capoluogo della centuriazione della media Valtenna e allo stesso tempo considerò l’idea di consegnare le sue terre ai soldati veterani che avevano combattuto nella battaglia di Azio nel 31 a.C. La colonia comprendeva un’area ricca di potenzialità, in quanto il territorio era particolarmente fertile e soprattutto rappresentava un importante centro di snodo verso Firmum a est, Urbs Salvia a nord e Asculum a sud. Falerio godette di una considerevole posizione socio-politica fino alle invasioni barbariche, quando subì per mano dei Goti e poi dei Longobardi un rapido declino. Alcuni resti di quel periodo fulgido, in cui la prosperità economica andava di pari passo con lo sviluppo culturale, hanno rivisto la luce in occasione di diverse campagne di scavo che hanno interessato l’area in cui si estendeva la colonia. Attualmente parecchi reperti sono esposti nella sezione archeologica di musei autorevoli  come il Louvre di Parigi che conserva un Giove Egiaco e una Nike, i Musei Vaticani che custodiscono un pregevole pavimento musivo, il Museo Nazionale delle Marche che tutela un mosaico e Fermo che invece possiede una testa dell’imperatore Augusto e una stadera in bronzo. Nel 2003 è stato inaugurato il nuovo spazio espositivo del Museo Civico Antiquarium di Falerone che occupa le sale dell’ex convento dell’Ordine francescano, a ridosso della chiesa di San Fortunato. La visita che ha principalmente una funzione didattico-informativa, si snoda lungo un percorso espositivo che analizza le diverse fasi storiche del territorio faleronese mediante un allestimento diviso per sezioni tematiche e corredato di pannelli illustrativi che favoriscono una corretta fruizione da parte del visitatore. Oltre ai molteplici reperti d’epoca picena, il museo conserva svariate testimonianze dell’età romana, fra i tanti vanno segnalati un’erma acefala di Eracle, un possente torso maschile di scuola ellenistica, la statua di Cerere acefala risalente all’età antonina, una statua virile togata che colpisce per l’accurata resa del panneggio, il magnifico mosaico reperito durante gli scavi del 1777, fermamente voluti da papa Pio VI, che raffigura un uccello su un ramo di melograno. Mentre le suppellettili fanno parte della sezione “La città dei vivi”, le urne cinerarie, le steli sepolcrali e l’interessante ricostruzione di una tomba romana dotata di corredo, costituito da manufatti rinvenuti nelle necropoli di Falerio Picenus, riguardano “La città dei morti”.

                            Manufatto                                         Stele sepolcrale                                         Il museo