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Fermo, chiesa di San Francesco

dei Minori Conventuali


Il portale


L'interno


I Mendicanti in principio preferivano disporre le proprie strutture religiose in zone leggermente isolate rispetto al nucleo abitato, le quali in genere corrispondevano alle aree rasenti le porte della città, quelle attigue alle cortine murarie oppure lungo le strade che mettevano in comunicazione il centro urbano con il contado. La chiesa di San Francesco, infatti, fu edificata nei pressi delle mura nord-orientali della città di Fermo fra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo. Si tratta di un egregio esempio di architettura gotica, innalzato nel territorio che ha ispirato i “Fioretti di san Francesco” e ha favorito il diffondersi degli ideali di povertà, carità e umiltà professati dal giullare di Dio. Col tempo l’edificio sacro subì una serie di interventi, ma di certo le azioni più consistenti furono quelle che determinarono un’importante trasformazione del tetto in seguito al devastante terremoto del 1703 e quelle che invece alcuni anni dopo interessarono l’intera facciata. Il sobrio prospetto a due ordini con portale del 1604 sembra contrastare con l’imponente abside poligonale su base scarpata, ritmata armoniosamente da massicci pilastri, alte monofore trilobate e occhi inseriti nel 1894 su disegno dell’architetto Giuseppe Sacconi. La torre campanaria che svetta maestosa da un fianco della chiesa di gusto gotico, si contraddistingue invece per le bifore, i vezzosi archetti pensili e le scodelle in maiolica che scandiscono le quattro facce. L’interno, diviso da tre navate cadenzate da slanciati pilastri a sezione circolare, provoca un immediato stupore per l’enfatica verticalizzazione dell’intera struttura. Motivo di particolare interesse è la cappella del Santissimo Sacramento, la quale ospita il monumento funebre di Ludovico Euffreducci, realizzato nel 1527 per omaggiare l’esimio condottiero di ventura che dal 1514 fu per breve tempo signore della città di Fermo. Fra gli affreschi che impreziosiscono le imponenti pareti della chiesa si distinguono quello collocato nella nicchia ogivale vicino alla cappella del Santissimo Sacramento, diviso in tre registri che propongono rispettivamente l’Annunciazione, la Crocifissione del Salvatore e l’Adorazione del Bambino Gesù e la serie di pitture attribuita a Giuliano da Rimini che invece adorna la cappella absidale destra e descrive Le storie della Vergine.


                             Particolare di un affresco                                                                   Le tre navate



           

                    Particolare di un affresco                                                   Particolare di una monofora                                                 



           

   Particolare della Cappella del SS Sacramento                                          Veduta esterna dell' abside



                 L'esterno e il campanile