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Fermo, Teatro romano


Veduta dall'alto



Resti del Teatro Romano



                   Pilastri


Sulla sommità del colle Sabulo, proprio di fronte al prospetto della cattedrale cittadina si snoda una via piuttosto suggestiva che si dirama fra i resti del teatro edificato con ogni probabilità sotto l’impero di Augusto. Come a Roma, anche a Fermo i ludi scaenici venivano organizzati periodicamente e con cadenza regolare per rendere omaggio ad alcune divinità, ma erano piuttosto diffusi anche i ludi triumphales e i ludi funebres. Mentre i primi venivano predisposti per celebrare un importante successo militare, i secondi erano allestiti per commemorare una personalità illustre della società che era venuta a mancare. Bisogna immaginare le rappresentazioni teatrali come un momento di svago e piacere collettivo, nonostante i posti a sedere venissero assegnati in base al censo di ogni spettatore. Tuttavia, Ovidio nella sua irriverente Ars Amatoria rende noto che molti uomini preferivano recarsi nel settore più in alto, destinato ai plebei, alle donne e ai bambini perché  i teatri, erano riservati alle cacce e come scrive il poeta sulmonese “ce n’è da soddisfare ogni capriccio/Tutto vi troverai: amore e scherzo”. Durante l’attesa che precede l’inizio della rappresentazione teatrale, l’atmosfera era simile a quella di un coevo concerto o di un’odierna partita di calcio, in quanto circolavano fra le gradinate i venditori ambulanti di acqua e cuscini ed erano presenti delle autorità simili agli attuali stewards che si preoccupavano di mantenere l’ordine e accompagnare gli spettatori al loro posto. Dopo un duplice richiamo del flauto, le persone riprendevano posto e si preparavano per assistere allo spettacolo, prontamente annunciato da un banditore. A Fermo purtroppo rimane soltanto qualche resto del teatro romano che molto probabilmente riusciva a ospitare circa duemila spettatori. Difatti è possibile osservare la curva semicircolare di una parte del perimetro esterno in laterizio collocato in prossimità del colle, un altro muro che originariamente doveva sostenere l’ultima precinzione della gradinata, tubi in terracotta inseriti nelle mura per ovviare il problema delle infiltrazioni d’acqua, due pilastri che quasi certamente sorreggevano il portale d’ingresso che immetteva nell’orchestra e due vomitori che introducevano alle gradinate ed erano così chiamati perché a fine spettacolo sembravano sospingere fuori gli spettatori. Durante le varie campagne di scavo che hanno interessato l’area del teatro romano, sono stati rinvenuti due lucerne fittili, i resti di alcune statue, diverse monete coniate fra l’impero di Nerone e quello di Alessandro Severo e svariati aghi crinali d’osso e avorio che le ornatrices usavano per appuntare i capelli delle matrone, raccolti in elaborate acconciature.