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Fermo, Polo museale scientifico di Villa Vitali



Poco fuori le mura della città di Fermo si erge compatta Villa Vitali, edificata nel 1827 e ripristinata nel 1854 su progetto dell’architetto Gaetano Manfredi. La residenza ospita anche una cappella, innalzata per volontà di Barnaba Vitali e affrescata fra il 1907 e il 1908 dal maestro Giuseppe Felici che vi eseguì le Storie della vita di san Francesco di Paola. In fondo al giardino è possibile ammirare l’affascinante portico neogotico che quasi certamente fu eretto nel 1860 per svolgere le funzioni di un pergolato completamente foderato da rigogliose piante rampicanti. Quando la villa fu acquisita dal Comune di Fermo, divenne un originale ed esclusivo Polo Museale Scientifico che con passione fu allestito e organizzato per ospitare il grande Museo Polare Etnografico “Silvio Zavatti”, il Museo di Scienze Naturali “Tommaso Salvadori”, il Museo degli Apparecchi fotografici “Alfredo Matacotta Cordella”, il Museo della Pipa “Nicola Rizzi” e un recente spazio realizzato per custodire la meteorite rocciosa caduta nelle campagne di Fermo nel 1996.

Il Museo Polare è il terzo al mondo che si occupa dell’Artide da un punto di vista geo-morfologico, ma è altresì uno dei pochi in grado di mostrare le peculiarità etnoantropologiche delle popolazioni che l’abitavano ai tempi delle esplorazioni di Silvio Zavatti. Costituito da sei sale espositive, l’istituto che offre un percorso interessante e mai scontato parte dalla ricostruzione dell’accampamento del duca degli Abruzzi, il quale organizzò nel 1899 la prima spedizione italiana al Polo Nord. Prosegue verso la raccolta di reperti connessi al dirigibile Norge con il quale il generale Umberto Nobile effettuò le trasvolate polari fra il 1926 e il 1928. La visita procede lungo la seconda sala che non solo offre la possibilità di guardare il video  Silvio Zavatti nella Groenlandia dell’Est, ma custodisce entro delle apposite vetrine un’ampia raccolta etnografica, la quale riunisce oggetti accumulati durante le spedizioni di Zavatti e manufatti donati al museo da diversi studiosi ed esploratori. Mentre nella terza sala è possibile conoscere le ricerche scientifiche attualmente in atto nel campo polare, nella quarta vengono mostrati dei curiosi prodotti artigianali raccolti da Jean Malaurie, esploratore e massimo conoscitore della cultura Inuit, durante i suoi innumerevoli viaggi. La visita giunge al termine con la quinta e sesta sala, in cui sono esposti alcuni disegni dei bambini Inuit di Isertoq, interessanti fotografie scattate nel villaggio di Tasilaq, nella Groenlandia dell’Est, e l’eterogenea collezione a tema polare di Lino Brillarelli, fedele amico di Silvio Zavatti.

Il Museo di Scienze Naturali “Tommaso Salvadori” ospita più di 500 esemplari dell’avifauna italiana, raccolti da uno dei più grandi ornitologi del XIX secolo. Nella prima sala espositiva si cerca di introdurre il visitatore alla passione di Tommaso Salvadori attraverso una breve presentazione biografica che si preoccupa di spiegare anche il contesto scientifico in cui si trovava a operare. Nella seconda e terza sala sono esposti gli esemplari della collezione ornitologica raccolti principalmente durante il periodo giovanile e conservati tuttora nelle custodie originali. La quarta, infine, mostra l’ambiente geo-morfologico delle Marche durante il periodo in cui Salvadori svolgeva la sua attività di studio, accompagnando la spiegazione con alcuni esemplari presenti sul territorio.

Il Museo degli Apparecchi Fotografici “Alfredo Matacotta Cordella” è allestito nella Sala Ovale di Villa Vitali e conta circa 166 pezzi fra corpi macchina, esposimetri, obiettivi, filtri, cineprese e circa 173 libri fra guide, manuali e cataloghi sulla storia della fotografia. L’intera raccolta fu donata ai Musei Scientifici di Fermo da Alfredo Matacotta Cordella. La sua cospicua collezione è ammaliante, offre l’opportunità di osservare e capire l’evoluzione della fotografia dai primi decenni del XX secolo con una macchinetta come la Zeiss Ikon Ikonette a soffietto, passando per gli anni Sessanta con una Rolleiflex T fino agli anni Novanta con un apparecchio professionale del calibro della Hasselblad 6x6.

Il Museo della Pipa “Nicola Rizzi”, inaugurato nel 2005 e curato dal Pipa Cigar Club di Fermo, è il primo museo italiano che ha come soggetto questo strumento di antichissime origini. La grande sala espositiva custodisce più di 1000 esemplari, provenienti per la maggior parte dalla collezione del campione di “lento fumo” Nicola Rizzi. Le altre pipe, invece, sono state donate da altri collezionisti e oltre ai magnifici esempi pre-colombiani di Toni Pascual, si possono osservare quella del noto giornalista Mario Azzella, la pipa del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, quella del giornalista Alessandro Curzi e soprattutto la pipa in schiuma con coperchio e ghiera d’argento attribuita a Giuseppe Garibaldi.

Una piccola sala, invece, è riservata alla meteorite rocciosa “Fermo”, caduta nel 1996 nei pressi delle campagne fermane. In un ambiente che riproduce l’immensità spaziale, il raro esemplare di meteorite è conservato su un piedistallo corredato da un esauriente pannello esplicativo.