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Fermo, Palazzo Azzolino


Il cortile



Pozzo ottagonale con stemma gentilizio

della famiglia Azzolino



L'ingresso al Palazzo su Corso Cefalonia



La facciata del Palazzo

Al numero 69 di corso Cefalonia si erge lo splendido Palazzo Azzolino, realizzato per il marchese Giovan Francesco Rosati su disegno di Antonio Cordino, conosciuto come Antonio da Sangallo il Giovane. Quest’ultimo fu uno dei più eccelsi architetti del periodo rinascimentale. Difatti collaborò intensamente con lo Stato Pontificio, per il quale coordinò la costruzione della magnificente basilica di San Pietro a partire dal 1520 e si occupò della progettazione del favoloso palazzo Farnese, commissionato nel 1515 dal cardinale Alessandro Farnese che diciannove anni più tardi fu eletto papa con il nome di Paolo III. La splendida residenza fermana dopo qualche tempo divenne proprietà del cardinale Decio Azzolino il Giovane, segretario di stato sotto il pontificato di Clemente IX, influente mecenate e fedele confidente della regina Cristina di Svezia che durante un appassionato carteggio gli scrisse: “Voglio vivere e morire schiava vostra”. Molte sono le storie dai contorni leggendari che hanno come protagonisti il cardinale e la regina. Difatti, una delle più diffuse è quella ambientata nell’altra elegante residenza di Azzolino, sita a Grottammare. Si narra infatti che ogni giorno partisse dall’abitazione una carrozza con le tendine accuratamente tirate che scendeva fino alla spiaggia per permettere ai due di immergersi nelle acque dell’Adriatico, senza essere scorti da occhi indiscreti. Per quanto concerne la dimora urbana, è possibile notare la facciata scandita da due ordini differenti mediante un marcapiano. Mentre la parte inferiore, dotata di zoccolatura, è ritmata da cinque grandi arcate e da paraste tuscaniche binate, quella superiore presenta cinque finestre architravate. Spostando lo sguardo ancora più in alto è possibile vedere un mezzanino, in cui si susseguono diverse finestre centinate. Quasi certamente le aperture inscritte nelle quattro campate immettevano nelle botteghe, mentre le piccole finestre incluse nelle arcate dovevano essere dei sovrastanti magazzini. Il cortile è dotato di un portico in entrambi i lati lunghi, provvisto di tre archi a tutto sesto scanditi armoniosamente da paraste che poggiano su plinti adornati con calligrafici motivi floreali e araldici. La grande finestra che si apre proprio di fronte all’ingresso è inclusa in un doppio portico e mostra lo stupefacente paesaggio circostante. Al centro del cortile invece è collocato un pozzo ottagonale corredato dello stemma gentilizio della famiglia Azzolino. In seguito all’Unità d’Italia il palazzo accolse dapprima il tribunale della città di Fermo, poi la Società Cooperativa Firmana.