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Fermo, Palazzo Monsignani-Sassatelli


L'esterno del Palazzo



Scalone interno



Pregievole soffitto di una sala interna



Una sala di rappresentanza

Al numero 104 di corso Cavour si erge Palazzo Monsignani-Sassatelli, commissionato nella seconda metà del XVIII secolo dal marchese Francesco Luigi Nannerini, guardia d’onore di Eugène Rose de Beauharnais, al valente architetto comasco Pietro Augustoni. Nell’elegante residenza fermana dimorò a partire dal 1810 il figlio di primo letto di Giuseppina, nominato viceré del Regno d’Italia soltanto cinque anni prima dal patrigno Napoleone Bonaparte. Nel 1827 vi risiedé anche il fratello dell’imperatore francese, Girolamo Bonaparte, ex re di Westfalia e principe di Montfort, mentre attendeva l’edificazione della splendida villa, oggi denominata Pelagallo, a Porto San Giorgio. L’edificio sembra rammentare il periodo in cui l’esercito francese discese in Italia e penetrò nel territorio marchigiano, dove in un primo momento si potevano contare diversi sostenitori delle ferventi idee liberali germogliate con la rivoluzione del 1789. Tuttavia quegli stessi simpatizzanti furono costretti a ricredersi per la serie di confische, angherie e proscrizioni che i francesi esercitarono nel nome di quella stessa libertà che invece di renderli indipendenti, li aveva irretiti. Fermo rivestì un ruolo fondamentale nei disegni politico-sociali dell’imperatore Bonaparte che la innalzò nel 1798 a capoluogo del Dipartimento del Tronto. Nel periodo compreso fra il 1799 e il 1808 le Marche furono incluse nello Stato Pontificio, ma nel 1809 Napoleone sancì l’annessione del territorio marchigiano al Regno d’Italia che tornò sotto il potere temporale del pontefice soltanto nel 1815, quando gli ideali napoleonici si sgretolarono e si avviò la Restaurazione. Il palazzo, sviluppato su due livelli, si contraddistingue per il portale bugnato e le sei finestre a frontespizio arcuato che si susseguono fra sobrietà e ricercatezza stilistica lungo il primo piano. Una particolare considerazione merita il cortile, progettato intelligentemente su due diversi terrazzamenti, proprio per ovviare il problema relativo il dislivello del terreno su cui fu eretta la magnificente dimora. L’interno del palazzo che ospitava gli uffici di rappresentanza della Cassa di Risparmio di Fermo e la sede distaccata della Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, mostra varie decorazioni di Luigi Cochetti e un incantevole scalone immerso nel biancore e nella semplicità del neoclassicismo. Attualmente è sede del Prefetto di Fermo.