HOME PAGE

itinerari tematici

sei in: home > Opere d'arte  > Fermo, Pinacoteca civica - Marco Di Paolo Veneziano, Incoronazione della Vergine e santi

Fermo, Pinacoteca civica -

Marco Di Paolo Veneziano,

Incoronazione della Vergine e santi



Il polittico attribuito in epoca tarda a Marco Di Paolo Veneziano è attestato a partire dal 1772 in un archivio della chiesa di San Michele Arcangelo di Fermo, in cui è stato conservato fino alla recente acquisizione da parte della Pinacoteca civica. L’opera da cui traspare l’influenza subita dalla produzione di Lorenzo Veneziano, in origine doveva essere impreziosita da una sontuosa cornice gotica. Nella tavola centrale, su uno sfondo costituito principalmente da un drappo rosso vermiglio, stretto fra le mani di due angeli che costituiscono un gruppo di creature celesti, è raffigurata l’incoronazione della Vergine Maria per mano di Gesù Cristo. All’estrema sinistra è ritratto san Michele Arcangelo che indossa un lungo manto rubino sopra a una tipica armatura trecentesca. Dotato di lancia, trafigge il demonio raffigurato sotto le sembianza di un drago, mentre nella mano sinistra impugna la bilancia con cui misura il peso delle anime prima del Giudizio Universale. Al suo fianco si erge sant’Antonio Abate che con il tipico mantello scuro, stringe in una mano il bastone con estremità a forma di Tau e nell’altra una campanella che nella tradizione cristiana serviva per allontanare il maligno. Nella tavola accanto è raffigurato san Giacomo Maggiore con un cartiglio nella mano destra che allude alla sua vita da evangelizzatore e un bastone da pellegrino che invece ricorda i suoi viaggi lungo il territorio della Giudea, Samaria e Spagna. All’estrema destra è ritratto san Giovanni Battista con un rotolo dispiegato che simboleggia la Parola rivelata, mentre al suo fianco è effigiato un benedicente san Nicola di Bari, vestito con una lunga tunica vescovile. Accanto è ravvisabile santa Caterina d’Alessandria con la corona che le cinge il capo per ricordare le sue origini regali, una palma fra le dita serrate che rammenta il suo martirio e una ruota stretta nell’altra mano che allude alla tortura subita prima della decapitazione. Una peculiarità dei dipinti di origine medioevale è la presenza di aureole foggiate con un punzone artigianale che grazie a una martellata secca, ma attenta a non intaccare la foglia d’oro, lasciava impresso sulla superficie un motivo ornamentale. Secondo la tradizione ogni bottega aveva un disegno particolare che nel tempo diveniva quasi un simbolo di riconoscimento.