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Fermo, Pinacoteca civica - Maestro d’Elsino,

Incoronazione della Vergine e santi



Secondo un inventario del 1729, il polittico attribuito al Maestro d’Elsino era originariamente collocato presso la chiesa di San Gregorio Magno di Fermo. In seguito fu quasi sicuramente dislocato nell’oratorio dei Filippini e soltanto intorno al 1889 depositato presso la Pinacoteca civica. Osservando l’opera è lampante la mancanza di una tavola all’estrema sinistra, ma è altrettanto chiara la lettura dell’intero polittico nonostante l’importante lacuna. Al centro della pala più grande è raffigurata l’Incoronazione della Vergine Maria per mano di Cristo, seduto onoratamente alla destra del Padre. L’Onnipotente, assiso su un trono cinto da una gloria di angeli musicanti, presenta una corporatura più alta e robusta rispetto agli altri due personaggi, per accentuare secondo un piramide gerarchica la sua massima essenza divina. In basso a sinistra, invece, è ravvisabile una minuta figura femminile, vestita con un abito color minio e il capo coperto da un velo bianco. Quasi sicuramente si tratta della committente, ma non è ancora chiaro se la donna fosse una religiosa appartenente a qualche ordine monacale o più semplicemente una persona molto devota. Nella tavola all’estrema sinistra, invece, è ritratto san Pietro che è riconoscibile per i capelli e la barba corti e il mazzo di chiavi che alludono al passo del Vangelo di Matteo, in cui Cristo gli dice: “Ti darò le chiavi del regno dei cieli”. Nella pala accanto è raffigurato san Giovanni Battista, abbigliato con un’umile veste e una dimessa pelliccia di cammello, mentre stringe un cartiglio dispiegato nella mano destra che simboleggia la tradizione dottrinaria cristiana. All’estrema destra rispetto alla pala centrale è rappresentato un uomo con sontuose vesti papali, la cui identità però non è ancora acclarata. Affianco è riprodotta l’immagine di san Paolo, mentre impugna la spada del martirio e un libro aperto che allude alle epistole scritte a partire dal 53 d.C. Accanto alla tavola con il martire di Tarso è effigiato san Cristoforo che aiuta un bambino ad attraversare un corso d’acqua pieno di pesci. L’immagine allude alla storia del santo cananeo che un tempo si chiamava Reprobo e traghettava da una sponda all’altra tutte le persone indigenti. Secondo la tradizione cristiana, quando gli si presentò un fanciullino bisognoso d’aiuto, l’uomo lo soccorse portandolo sulle sue spalle durante tutto il guado del fiume. Soltanto alla fine il bambino, divenuto pesante come un macigno, riferì di essere Gesù che portava su di sé il peso del mondo. Dopo la rivelazione il bastone di Reprobo germogliò miracolosamente e il nome fu sostituito con Cristoforo, portatore di Cristo.