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Montefalcone Appennino, Municipio, studio del Sindaco -

Pietro Alamanno, Madonna col Bambino








Sono ancora ignote le cause che indussero Pietro Alamanno e la sua famiglia a trasferirsi dall’Austria in Italia e altrettanto sconosciute risultano le varie fasi della sua formazione. Molto probabilmente l’artista originario di Gottweig si avvicinò all’arte pittorica nel suo paese natale, ma intraprese il perfezionamento intorno al 1477 accanto a Carlo Crivelli. Dopo la scomparsa del suo maestro, Alamanno ottenne incarichi considerevoli lungo tutto il territorio marchigiano e grazie alla sua raffinata bravura, conseguì una fama imperitura. La Madonna col Bambino è un polittico eseguito per la chiesa del convento dei Minori Riformati di Montefalcone Appennino fra il 1470 e 1475, attualmente conservata presso il Municipio. Dotata di una cornice gotica fiammeggiante, l’opera presenta sei pannelli disposti lungo due ordini. Al centro di quello inferiore è raffigurata la Vergine in trono con il Bambino in grembo che tende le mani verso la madre adorante. Il drappo vermiglio che pende dietro le spalle di Maria e il nastro incrociato attorno all’aureola di Gesù preannunciano la Passione del Redentore, mentre la mela succosa posata sul trono ricorda il motivo di quel supremo martirio. All’estrema sinistra è ritratta santa Caterina d’Alessandria con una corona che le cinge il capo per rammentare le sue origini regali. Mentre nella mano sinistra stringe una spada, nella destra impugna la ruota dentata con la quale fu torturata prima della decapitazione per volontà dell’imperatore Massenzio. Accanto a lei si erge san Giovanni Battista,  abbigliato con un’umile veste di peli di cammello, mentre con la mano sinistra stringe un cartiglio dispiegato, in cui si legge “Ecce Agnus Dei” e con l’indice della destra indica il Bambino. All’estrema destra dell’ordine inferiore è rappresentato Ludovico da Tolosa, riconoscibile grazie ai paramenti vescovili e al manto decorato con gigli araldici, indossato sopra il saio per rammentare la sua regale discendenza. Accanto a lui è raffigurato san Francesco d’Assisi con il saio e il cingolo, le mani giunte in preghiera e le visibili ferite delle stigmate. Ai loro piedi è ritratto un piccolo frate dei Minori Riformati, forse il committente, che in ginocchio e in posizione orante stringe un cartiglio su cui è scritto: “Non est verus amator Virginis qui renuit eius conceptiones celebrare”. Al centro dell’ordine superiore è rappresentata la Pietà, mentre a sinistra sono raffigurati sant’Antonio da Padova e san Giacomo. Il primo è riconoscibile grazie al saio francescano, al candido giglio e a un libro chiuso fra le mani, mentre il secondo è facilmente identificabile per il bastone, il cappello da pellegrino e il volume che allude alla sua missione evangelica. All’estrema destra, invece, sono affiancati i santi Bernardino e Bonaventura.  Il santo da Siena, con indosso il saio dell’Ordine dei Frati Minori, in vita si prodigò per diffondere con umiltà il culto del Nome di Gesù che gli valse in iconografia l’attribuzione del cristogramma. San Bonaventura, invece, che indossa le vesti cardinalizie sopra il saio dell’Ordine dei Frati Minori, sorregge il modellino di una chiesa in una mano e un libro nell’altra.