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sei in: home > Opere d'arte  > Massa Fermana, Chiesa parrocchiale dei SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino - Carlo Crivelli, Polittico di Massa Fermana

Massa Fermana, Chiesa parrocchiale dei

SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino -

Carlo Crivelli, Polittico di Massa Fermana



Nella chiesa parrocchiale dei SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino a Massa Fermana è conservata quella che molti storici dell’arte ritengono la prima opera dell’artista venetus nel territorio marchigiano. Già ad un primo sguardo è evidente il bagaglio culturale che lo stimolante ambiente artistico-intelletuale padovano lo aiutò a incrementare. Il suo patrimonio era impregnato di quella cultura antiquaria che il maestro Francesco Squarcione aveva contribuito a consolidare, ma era ugualmente intriso di quel sontuoso ed elegante gusto tardo-gotico che personaggi come Antonio Vivarini o Giovanni d’Alemagna avevano aiutato a rinsaldare. Si tratta di un polittico commissionato dai conti Azzolino di Fermo, firmato e datato Karolus Crivellus venetus pinxit hoc opus MCCCCLXVIII. In posizione centrale è dipinta una Madonna assisa con il Bambino Gesù, entrambi modellati da Crivelli con una piattezza che col tempo l’artista veneto perse a favore di una più efficace tecnica chiaroscurale. Nel pannello all’estrema sinistra è raffigurato Giovanni Battista abbigliato con una umile pelliccia di peli di cammello, una croce e un cartiglio con la frase che secondo il Vangelo di Giovanni egli pronunciò quando vide Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”. Accanto è ritratto san Lorenzo vestito con la dalmatica, l’abito che allude al ruolo di diacono ricoperto sotto il pontificato di Sisto II. Nella mano sinistra il martire stringe una graticola che nella pia tradizione fu lo strumento di martirio voluto dall’imperatore Valeriano, al quale Lorenzo rivolse le ultime parole: “Da questa parte sono arrostito, giratemi, " e poi soggiunse: " Ora sono cotto a puntino”. All’estrema destra è effigiato san Francesco che, sulla base di recenti studi, fu inserito perché peculiare oggetto di devozione della famiglia Azzolino. Affianco è dipinto san Silvestro che sedette sullo scranno pontificio in un momento fondamentale per la religione cristiana, in quanto l’imperatore Costantino nel 313 autorizzò la professione del cristianesimo mediante l’editto di Milano e secondo la pia memoria i rapporti fra l’autorità papale e imperiale furono duraturi e pacifici. Nella predella sono raffigurati diversi brani della Passione di Cristo, rispettivamente a partire da sinistra: l’Orazione nell’orto, la Crocefissione, la Flagellazione e infine la Resurrezione. A stupire non è soltanto la raffinata erudizione biblica di Crivelli, ma l’ordine sparso in cui sono state riprodotte le scene. La sobria cuspide invece presenta in posizione centrale il Cristo in pietà, mentre alle due estremità sono raffigurati l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria al momento dell’Annunciazione.