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Montefortino, Pinacoteca civica "Fortunato Duranti" -

Pietro Alamanno, Elementi di un polittico




Le tre tavole conservate presso la Pinacoteca civica di Montefortino, sono parte di un polittico di Pietro Alamanno commissionato per la chiesa di Santa Maria Nuova, ma scomposto già a partire dal XVIII secolo. I panneggi della veste della Madonna assisa in trono sono resi attraverso un realistico chiaroscuro che ben definisce la volumetria del personaggio ritratto. San Cosma e san Sebastiano che si trovano rispettivamente a destra e sinistra della Vergine Maria, raffigurati secondo una simmetria gerarchica, appaiono più piccoli rispetto alle normali dimensioni. Il primo, riconoscibile grazie alle vesti e agli strumenti del mestiere, fu un medico della Siria molto esperto che si prendeva cura gratuitamente degli indigenti e subì il martirio per volontà del proconsole che voleva costringerlo a rinnegare la religione cristiana. In genere, nell’iconografia tradizionale, è raffigurato insieme al fratello gemello Damiano che, invece, nella tavola è assente. Il secondo, comandante della prima legione di stanza a Roma, è legato a una colonna lignea e come consueto è ritratto mentre viene sottoposto a una gittata di frecce per aver approfittato del suo ruolo e soccorso alcuni cristiani imprigionati nelle carceri. Nell’altra tavola, invece, è raffigurata santa Lucia che ha un aspetto molto simile a quello della Maria Maddalena custodita presso la Pinacoteca civica di Ascoli Piceno. La martire di Siracusa, vissuta durante l’impero di Diocleziano, era una nobile siciliana che patì innumerevoli torture in seguito alla decisione di abbracciare la religione cristiana e liberarsi di tutte le sue ricchezze per farne dono ai più sventurati. Secondo la pia tradizione, dopo l’ennesimo supplizio affrontato ribadendo fermamente la sua fede e superato senza aver riportato alcuna lesione, alla giovane vennero strappati gli occhi che miracolosamente le furono restituiti da Gesù Cristo. Allora uno dei suoi carcerieri, per volontà del console Pascasio, impugnò un coltello e la trafisse alla gola provocandone la morte. Proprio sulla base di questo racconto agiografico, la santa è generalmente raffigurata con la palma del martirio, il pugnale e il piatto su cui sono poggiati gli occhi. La terza tavola che ha una forma triangolare, presenta il Salvatore sul bordo del sepolcro che si erge davanti agli allineati strumenti della sua Passio. Particolarmente raffinata è la resa anatomica, ottenuta mediante una maggiore cura della tensione muscolare e una particolare attenzione alle linee del volto che descrivono un viso emaciato dal dolore, ma anche un’espressione che rivela muta accettazione della sofferenza.