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Porto San Giorgio, Villa Clarice



A pochi chilometri dal centro abitato di Porto San Giorgio, un parco di tre ettari costellato di lecci e pini marittimi che emanano un pungente profumo coniferoso, fanno da cornice alla splendida villa Clarice. Edificata intorno alla seconda metà del XIX secolo per volontà di Clarice Bonafede, ancora oggi conserva lo splendore di un tempo. Superato il viale costeggiato da antiche piante di tiglio, si schiude un piazzale ombreggiato da tre rari esempi di palma Washingtonia che mostra sullo sfondo la residenza suburbana definita “piccola Farnesina”. La loggia a tre fornici con copertura voltata a crociera e raggiungibile mediante una sobria scalinata in cotto, sorregge la terrazza balaustrata che collega i due avancorpi laterali e attribuisce al palazzo la tipica pianta ad ali. Varcata la soglia d’ingresso, cui si accede tramite il porticato tripartito, si apre un salone color burro che mostra con fierezza gli stemmi di famiglia affrescati sui soffitti. Particolare attenzione merita il salotto dell’ala nord, dipinto da diversi maestri di scuola romana secondo il quarto stile pompeiano. Le pitture parietali che riportano alla memoria la Casa dei Vettii, mostrano aediculae incorniciate da modanature affusolate che accolgono scene di soggetto mitologico. Incantevole è anche la sala da pranzo affrescata fra il 1887 e il 1893 dal maestro Egidio Coppola, che ha voluto ricreare un ambiente molto simile a quello che cinge rigoglioso la villa ottocentesca. Alberi e cespugli dalle chiome lussureggianti, piante lianiforme e rampicanti, uccelli dalle movenze leggiadre, frutta succosa e palme dal gusto esotico, danno l’impressione di trovarsi in un raffinato pavillon. Decorata secondo la tecnica del trompe-d’oeil e con lo stesso gusto per la flora e la fauna dell’area adriatica commista a quella dei paesi lontani, la galleria al primo piano introduce le varie stanze da letto. La residenza dei Bonafede ha vissuto un periodo di particolare decadenza durante la Seconda Guerra Mondiale, quando gli alleati si erano accampati nel parco e il degrado aveva preso il sopravvento su tutta la proprietà. Cessato lo stato di belligeranza, l’intero patrimonio fu sottoposto a un accurato processo di restauro e da allora i discendenti l’hanno abitata periodicamente, offrendo la possibilità di trasformare la villa in un suggestivo scenario per eventi e cerimonie.