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sei in: home > Chiese  > Sant'Elpidio a Mare, chiesa di Sant'Agostino Vecchio o Madonna dei Lumi e chiesa di Sant'Agostino Nuovo

Sant’Elpidio a Mare, chiesa di Sant’Agostino Vecchio

o Madonna dei Lumi

e chiesa di Sant'Agostino Nuovo





Su una morbida collina che funge da suggestivo terrazzo panoramico, sorge Sant’Elpidio a Mare che svetta fiera fra le valli del fiume Tenna e Chienti. Come in molte altre cittadine del territorio fermano, anche nella medievale San Lepidio si insediarono i frati dell’Ordine di Sant’Agostino che scelsero come sede un’area poco distante dal vivace centro abitato. Erano i primi anni del XIII secolo quando gli agostiniani si stabilirono presso l’edificio sacro di cui oggi purtroppo rimane solo la facciata severa ma ricca di fascino, la base del muro perimetrale e della torre campanaria. Secondo la pia tradizione nella chiesa agostiniana di Sant’Elpidio a Mare era conservata una Sacra Spina della corona intrecciata e posta sul capo di Cristo durante la sua Passione. Donata dal beato Clemente Briotti che l’aveva ricevuta dal re di Francia Filippo III l’Ardito, la reliquia vi rimase fino alla notte dell’8 settembre 1377, quando la cittadina fu razziata per volontà del tiranno di Fermo e la Sacra Spina depredata dalla sua originaria collocazione. Nel piccolo oratorio settecentesco sopravvissuto al tempo è ancora conservato l’altare con l’arca gotica di scuola veneta in pietra d’Istria, realizzata nel 1371 per custodire ed esporre la reliquia. Particolare attenzione merita la cassa, magnificamente guarnita con sculture in altorilievo. In posizione centrale è raffigurato san Michele Arcangelo che, protetto da una massiccia armatura, schiaccia il demonio nelle sembianze di un drago e stringe nella mano sinistra una bilancia con cui pesa le anime.

Alla sua destra sono effigiati l’arcangelo Gabriele e san Giovanni Battista, il quale indica il medaglione con il simbolo dell’Agnus Dei stretto al petto. A destra, invece, è ravvisabile la Vergine Maria con sant’Antonio Abate, riconoscibile per la campanella che nella tradizione cristiana scacciava il maligno mediante il suo suono argentino. La lunetta, decorata con un pregevole bassorilievo, rappresenta un grandioso sant’Agostino mentre distribuisce la regola. Notevole è anche l’affresco quattrocentesco che ritrae la Madonna dei Lumi, oggetto di autentica devozione nell’intero territorio elpidiense. Tutto il resto purtroppo è andato perduto la notte in cui Rinaldo da Monteverde decise di vendicarsi della sconfitta subita dalle truppe guelfe di Sant’Elpidio a Mare e il convento agostiniano in cui studiarono san Giacomo della Marca e san Nicola di Tolentino fu distrutto e spogliato della sua preziosa reliquia. Dopo quella terribile nottata, i frati furono costretti a spostarsi, come l’intera cittadina, sul Colle Canario. Infatti apportarono diversi cambiamenti alla trecentesca chiesa di Sant’Antonio Abate che fu prontamente riconsacrata a sant’Agostino. L’edificio sacro, sito nell’attuale corso Baccio, subì un importante intervento restaurativo nel 1762, ma ancora oggi presenta uno splendido portale del 1505 che fa mostra di piedritti fregiati con candelabre di gusto tipicamente rinascimentale. Nella tradizione iconografica cristiana, il raffinato motivo ornamentale allude alla Passione di Cristo e al suo sacrificio salvifico, in quanto i fiori d’agave che lo compongono germogliano una sola volta nella vita della pianta, la quale subito dopo perisce. L’interno, attualmente non visitabile, è costituito da tre navate e presenta diversi altari adornati con stucchi e ornamenti d’oro.