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L'Entroterra Fermano


L'entroterra fermano


Moresco



Paesaggio tipico del Fermano



Paesaggio tipico del Fermano



Paesaggio tipico del Fermano



Paesaggio tipico del Fermano



Spingendosi dal litorale verso l’interno, il blu e l’oro delle coste lasciano spazio a un paesaggio agrario che muta il suo manto con le stagioni e sfoggia un concerto di colori che varia dallo smeraldo venato d’ocra delle vigne, al verde e argento degli uliveti fino al rosa tenero dei frutteti in fiore. Su creste rocciose e colline abbracciate da boschetti di rovere, frassino e carpino svettano come corone di bronzo paesi dai lineamenti medievali. Le strade curvilinee attraversano un paesaggio antropizzato, testimone sincero dell’antico e solerte lavoro dell’uomo che con ingegno e perseveranza ha saputo sfruttare un territorio di per sé particolarmente fecondo. Durante il periodo del risveglio, quando la primavera comincia a soffiare il suo refolo tiepido e confortante, le campagne della Valdaso vibrano dolcemente sotto il suo influsso, emanano i vividi profumi della rinascita e tornano a tingersi col verde intenso delle giovani coltivazioni di grano, il rosa tenue dei fiori che punteggiano gli alberi di pesche, l’ocra bruna delle terre arate e pronte ad accogliere nuova vita, il bianco di alcuni mandorli fioriti e il tenero verde dei germogli pronti a schiudersi. Scoprire queste terre significa anche assaggiarne i prodotti che riflettono nel loro gusto il lavorio incessante dell’uomo, la sua meticolosità e naturalmente quel patrimonio fatto di sapienza, tradizione e frammenti di antiche ritualità che il contadino come l’allevatore porta sempre con sé, simile a una fiaschetta di cuoio da cui attingere acqua. Deliziosi sono i prodotti tipici dell’entroterra come le pesche della Valdaso, la caciotta del Fermano, il pecorino di Monte Rinaldo, l’olio extravergine di oliva Piantone di Falerone, il Rosso Piceno e il vino Falerio DOC (Denominazione di Origine Controllata) prodotto con l’uva delle colline comprese fra Fermo e Falerone. Per comprendere pienamente la saggezza e l’operosità di questa popolazione infaticabile è possibile visitare Montelparo, un suggestivo paesino che sorge fra il fiume Aso ed Ete Vivo. Presso il convento dei Padri Agostiniani si snoda la Mostra permanente degli antichi mestieri ambulanti. Si tratta di un’esposizione curiosa e ugualmente interessante che sfoggia una serie di utensili legati a oltre 60 mestieri del passato, raccolti nel tempo da Lauro Lupi. Impressionante oltre che affascinante è la collezione che racconta la storia dei primi cinquant’anni del XX secolo attraverso gli strumenti da lavoro, testimonianze sincere del progresso dell’ingegno umano.

Dove i poggi perdono la loro morbidezza, talvolta è possibile osservare il secolare lavorio delle acque piovane sulle colline marnose, argillose, prive di una vegetazione consolidante che continuano a determinare la formazione di avvallamenti stretti e piuttosto profondi disgiunti da costole a forma di lama che prendono il nome di calanchi. Lungo alcune campagne argillose del Fermano, come quelle di Montappone, Montegiorgio e Monteleone di Fermo, sono presenti anche manifestazioni geomorfologiche che comunemente vengono chiamate “vulcanelli di fango”, elementi di eccellenza ambientale formatisi a causa di un flusso freddo di acqua e fango che insieme plasmano delle singolari, ma esigue formazioni coniche.

                            Paesaggio tipico del Fermano                                                          Paesaggio tipico del Fermano