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I Monti Azzurri


I Monti Azzurri












Se da una collina dell’entroterra fermano si sposta lo sguardo verso Ovest, è possibile ammirare quei Monti Azzurri che cita anche Leopardi ne Le ricordanze: “E quali pensieri immensi, quali dolci sogni mi ispirava il vedere il mare lontano e i monti azzurri che scopro dalla casa e che sognavo un giorno di varcare, pensando di trovarvi al di là mondi misteriosi e immaginando per la mia vita un’arcana felicità”. Con i versi sublimi del poeta recanatese nella mente, si rimane ammaliati dalle rocce inargentate dei Monti Sibillini che celano antiche leggende note grazie a un’antica tradizione orale, ma anche a scrittori come Antoine de La Salle, Leandro degli Alberti e Andrea da Barberino. A conferire ai gruppi montuosi quel tipico colore grigio-azzurrino sono le rocce calcaree o calcareo-marnose imputabili al Mesozoico-Basso Terziario. La catena dei Monti Sibillini che presenta vette alte mediamente 2.000 metri, si estende lungo un’area piuttosto vasta che abbraccia zone delle province di Fermo, Macerata, Perugia e Ascoli Piceno, complessivamente protette dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Per godere pienamente della bellezza di questi luoghi e scegliere percorsi mirati a ogni tipo di esigenza, è consigliabile rivolgersi alle Case del Parco che forniscono informazioni fondamentali per visitare i luoghi misteriosi protetti dall’ente. Le leggende che animavano le serate in cui i bambini si riunivano intorno al focolare insieme a nonni, genitori e vicinati per ascoltare storie che avevano come protagonisti i negromanti, la Sibilla, il Guerrin Meschino o Ponzio Pilato, sono sopravvissute soprattutto per merito della tradizione orale che si è perpetuata indefessa nel tempo. E’ possibile immaginare il fascino e l’orrore che certe storie potevano invocare in una piccola stanza, in cui le pareti riflettevano inquietanti la danza agitata delle lingue di fuoco nel camino. Per rivivere l’incanto di certi racconti, è possibile visitare i luoghi che funsero da strabiliante scenografia e lasciarsi ammaliare dalla loro incorrotta bellezza paesaggistica. Emozionante è il percorso che accompagna fino alla grotta della Sibilla, sita sul monte omonimo, dove leggendariamente dimorava la fata maliarda che aveva il potere di sedurre gli uomini che, come l’errante Guerrin Meschino, si spingevano pericolosamente in quella zona misteriosa. Altrettanto entusiasmante è il cammino che conduce al Lago di Pilato, dove secondo la tradizione, il prefetto della Giudea fu trascinato in seguito alla crocifissione di Cristo da alcuni bufali deliranti. Il lago che si tinge periodicamente di rosso per ricordare la morte violenta di Ponzio Pilato, era anche meta dei negromanti che vi si recavano “per consacrare libri scellerati e malvagi al diavolo, per poter ottenere alcuni suoi biasimevoli desideri, cioè di ricchezze, di onori, di arenosi piaceri et simili cose”. Un’altra escursione che può essere considerata alla portata di adulti e bambini, è indubbiamente quella che attraversa la Gola dell’Infernaccio, luogo d’incanto e antiche suggestioni, in cui si recavano le fate che risiedevano nella Grotta della Sibilla per ballare tutta la notte. Durante il percorso effettuato nella forra è possibile vedere lungo le pareti rocciose una striatura più chiara che secondo la leggenda fu lasciata da un gruppo di fate che non accortesi del giorno ormai imminente, si affrettarono a raggiungere la grotta lasciando la loro magica scia. Oltre ai mirabili paesaggi, le zone nei pressi dei Sibillini sono note anche per alcuni prodotti agricoli tradizionali come il pane di mais, la mela rosa, il mistrà, il pecorino dei Monti Sibillini, il ciavuscolo, il fegatino, il miele di acacia, castagno e millefiori.