HOME PAGE
itinerario
CRIVELLI E I CRIVELLESCHI


• i beni
• video

itinerari tematici

sei in: home > itinerario CRIVELLI E I CRIVELLESCHI > Massa Fermana

itinerario
CRIVELLI E I CRIVELLESCHI
Massa Fermana


Massa Fermana, Chiesa parrocchiale dei

SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino -

Vittore Crivelli, Madonna della Cintola e devoti



Su una verdeggiante collina che si erge fra il fiume Ete Morto e il rio Tarucchio sorge Massa Fermana, le cui prime attestazioni scritte risalgono al 1050. Nel centro storico della suggestiva cittadina si innalza la chiesa parrocchiale dei SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino. Al suo interno, oltre alla prima opera che verosimilmente fu realizzata nel territorio marchigiano da Carlo Crivelli, è conservata la Madonna della Cintola e devoti di Vittore Crivelli che in origine era collocata presso la chiesa della Confraternita della Concezione. Sulla base di alcuni studi compiuti nel corso del XIX secolo, Massa Fermana nel 1460 visse un momento drammatico a causa del funesto diffondersi della peste. La popolazione allora volle commissionare una tavola affinché la Madonna li proteggesse dalla terrificante falce della morte nera. In posizione centrale, su un parapetto che riporta la scritta Mater Domina (Signora Madre) è assisa la Vergine Maria che stringe il Bambino benedicente con un garofano rosso fra le dita paffute,  noto simbolo del suo futuro sacrificio salvifico. Alla destra e alla sinistra di Madre e Figlio sono inginocchiati due meravigliosi angeli musicanti, sulle cui teste pende un serto di frutta intrecciato con un significativo nastro vermiglio. Fra le foglie della ghirlanda sono ravvisabili le mele che rimandano al peccato originale, le ciliegie che alludono al sangue di Cristo sulla croce, un melograno che sottintende sia la Resurrezione che la purezza della Vergine, alcune prugne gialle che significano la castità di Cristo, un grappolo d’uva che è peculiare attributo di Cristo, il quale disse ai suoi discepoli: “Io sono la vite e il Padre mio l’agricoltore” e un cetriolo che invece simboleggia il peccato umano, quindi il motivo del sacrificio messianico. Sul trono è chiaramente visibile un cardellino, il quale cibandosi dei cardi che per le loro foglie pungenti rammentano la corona di spine sul capo del Redentore, nella tradizione iconografica cristiana rimanda alla Passione. Ai piedi della Madonna sono bipartiti in maniera bilanciata due gruppi di devoti, fra cui sono ravvisabili gli osservanti della Confraternita della Concezione. In posizione centrale invece sono ritratti san Lorenzo, patrono di Massa Fermana, san Francesco che probabilmente allude alla committenza francescana, san Silvestro cui è titolata la chiesa e san Sebastiano che veniva invocato contro la peste. I quattro offrono un particolareggiato modellino della città alla Vergine che la cinge caritatevole e protettiva con una cintola dorata.


Massa Fermana, Chiesa parrocchiale dei

SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino -

Carlo Crivelli, Polittico di Massa Fermana



Nella chiesa parrocchiale dei SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino a Massa Fermana è conservata quella che molti storici dell’arte ritengono la prima opera dell’artista venetus nel territorio marchigiano. Già ad un primo sguardo è evidente il bagaglio culturale che lo stimolante ambiente artistico-intelletuale padovano lo aiutò a incrementare. Il suo patrimonio era impregnato di quella cultura antiquaria che il maestro Francesco Squarcione aveva contribuito a consolidare, ma era ugualmente intriso di quel sontuoso ed elegante gusto tardo-gotico che personaggi come Antonio Vivarini o Giovanni d’Alemagna avevano aiutato a rinsaldare. Si tratta di un polittico commissionato dai conti Azzolino di Fermo, firmato e datato Karolus Crivellus venetus pinxit hoc opus MCCCCLXVIII. In posizione centrale è dipinta una Madonna assisa con il Bambino Gesù, entrambi modellati da Crivelli con una piattezza che col tempo l’artista veneto perse a favore di una più efficace tecnica chiaroscurale. Nel pannello all’estrema sinistra è raffigurato Giovanni Battista abbigliato con una umile pelliccia di peli di cammello, una croce e un cartiglio con la frase che secondo il Vangelo di Giovanni egli pronunciò quando vide Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”. Accanto è ritratto san Lorenzo vestito con la dalmatica, l’abito che allude al ruolo di diacono ricoperto sotto il pontificato di Sisto II. Nella mano sinistra il martire stringe una graticola che nella pia tradizione fu lo strumento di martirio voluto dall’imperatore Valeriano, al quale Lorenzo rivolse le ultime parole: “Da questa parte sono arrostito, giratemi, " e poi soggiunse: " Ora sono cotto a puntino”. All’estrema destra è effigiato san Francesco che, sulla base di recenti studi, fu inserito perché peculiare oggetto di devozione della famiglia Azzolino. Affianco è dipinto san Silvestro che sedette sullo scranno pontificio in un momento fondamentale per la religione cristiana, in quanto l’imperatore Costantino nel 313 autorizzò la professione del cristianesimo mediante l’editto di Milano e secondo la pia memoria i rapporti fra l’autorità papale e imperiale furono duraturi e pacifici. Nella predella sono raffigurati diversi brani della Passione di Cristo, rispettivamente a partire da sinistra: l’Orazione nell’orto, la Crocefissione, la Flagellazione e infine la Resurrezione. A stupire non è soltanto la raffinata erudizione biblica di Crivelli, ma l’ordine sparso in cui sono state riprodotte le scene. La sobria cuspide invece presenta in posizione centrale il Cristo in pietà, mentre alle due estremità sono raffigurati l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria al momento dell’Annunciazione.