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IL FERMANO IN MUSICA
Petritoli


Petritoli, Teatro dell'Iride







Con l’Unità d’Italia Petritoli visse un periodo di grande vivacità economica e socio-culturale che comportò l’innalzamento di monumenti divenuti rappresentativi della vitale cittadina fermana. Difatti, il sindaco Corrado Corradi insieme al consiglio comunale incoraggiò nel 1869 la fondazione di una società di condomini per l’edificazione di un impianto teatrale.  In realtà la congregazione venne istituita solo due anni dopo, quando si deliberò che il Comune dovesse assumersi parte delle spese. Nella stessa occasione il progetto architettonico e decorativo presentato da Giuseppe Sabbatini venne accolto con grande favore dai soci del condominio teatrale. I lavori iniziarono intorno al 1873 e si conclusero nel 1877, quando il teatro fu inaugurato fra l’ammirazione e l’orgoglio dei presenti. Purtroppo non si dispone di una cospicua documentazione, ma sulla base di alcune testimonianze è possibile asserire con certezza che a partire dagli anni Trenta la struttura fosse adibita a sala cinematografica. Il trascorrere del tempo insieme al degrado portato dalla Seconda Guerra Mondiale agì sul piccolo tempio di una lunga memoria collettiva e fu costretto a chiudere nel 1957 perché dichiarato inagibile. Il 1982, tuttavia, segnò il ritorno alla vita del Teatro dell’Iride, inaugurato una seconda volta con lo stesso entusiasmo di un tempo. Attualmente la struttura, sita nella centrale via del Teatro, continua a essere centro di scambio culturale e ospita periodicamente concerti, spettacoli di prosa, poesia e con cadenza biennale il Concorso Internazionale per Oboe intitolato al maestro Giuseppe Tomassini. Il teatro che ha una capienza massima di duecentoventisei spettatori, è dotato di due ordini di palchi e un loggione a balconata.  Lungo la pianta ellittica è possibile notare il solenne ordine gigante di colonne corinzie che poggia sull’alto basamento orlato da ippogrifi e sinuosi ornamenti floreali. Il plafone, dipinto dal maestro Salomone Salomoni, sfoggia una fascia concentrica scandita da motivi allegorici, quattro figure femminili e altrettanti medaglioni raffiguranti il drammaturgo Giovanni Battista Nicolini, Carlo Goldoni, Vittorio Alfieri e Alberto Nota.