HOME PAGE
itinerario
IL NEOCLASSICISMO NEL FERMANO


• i beni

itinerari tematici

sei in: home > itinerario IL NEOCLASSICISMO NEL FERMANO > Monte San Pietrangeli

itinerario
IL NEOCLASSICISMO NEL FERMANO
Monte San Pietrangeli


Monte San Pietrangeli, chiesa dei santi Lorenzo e Biagio




Fra il torrente Ete Morto e il fiume Tenna si erge una morbida collina, su cui si estende Monte San Pietrangeli. Le prime attestazioni riguardano il periodo compreso fra il IX e il X secolo, quando il territorio fu donato da Foroaldo II, duca di Spoleto, ai monasteri di Farfa e San Pietro in Valle di Ferentillo. Particolarmente complessa, ma anche piuttosto ricca di spunti storici interessanti è l’analisi toponomastica del castello. Intorno alla prima metà del XIII secolo Monte San Pietro divenne possedimento dei canonici della cattedrale fermana e il nome venne modificato in San Pietro dei Canonici. Dopo un breve periodo in cui fu denominato San Pietro de Alleis in onore di una eminente famiglia del posto, il castello prese il nome di Mons Sancti Petri Angelorum per rendere omaggio al giorno di san Michele dell’anno 1537, quando fu liberato dall’egemonia fermana. Attualmente la cittadina dell’entroterra fermano è una delle mete principali di coloro che vogliono godere della tranquillità agreste e la trovano in agriturismi capaci di perpetuare la tradizione enogastronomica di un territorio particolarmente fecondo. Monte San Pietrangeli, gemma di un inestimabile patrimonio paesaggistico, è anche uno stimolante luogo d’arte che ha risentito della “nobile semplicità” neoclassica, esemplarmente rappresentata dalla collegiata di San Lorenzo e Biagio che fu realizzata nel 1859 su progetto di Giuseppe Valadier. Eretta fuori le mura della cittadina, è anticipata da due grossi leoni in terracotta dello scultore, pittore e architetto monsanpietrino, Luigi Fontana.

E’ interessante sapere che questi felini venivano spesso associati alla Resurrezione di Cristo, perché secondo la leggenda i cuccioli nati morti, rimangono privi di vita per tre giorni, quando il padre alita sul loro muso inerme e li fa rinvenire. La facciata che richiama la perfetta armonia fra equilibrio e sobrietà promulgata dai neoclassici, presenta un basamento con cinque scalini, su cui si erge un pronao dotato di sei colonne tuscaniche sormontate da un timpano triangolare. L’interno dell’edificio che ha una pianta a croce latina, è scandito da tre navate ripartite da una duplice fila di colonne ioniche. La cupola che si innalza nel punto in cui le navate si intersecano con il transetto, fu affrescata da Luigi Fontana. Mentre nei quattro pennacchi sono stati effigiati Sant’Agostino, Sant’Ambrogio, San Gregorio Magno e San Girolamo, i quattro dottori della Chiesa d’Occidente, al centro è raffigurata la Gloria di san Lorenzo.