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IL NEOCLASSICISMO NEL FERMANO


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IL NEOCLASSICISMO NEL FERMANO
Sant'Elpidio a Mare


Sant’Elpidio a Mare, facciate del

teatro Luigi Cicconi e Palazzo comunale




Su una collina abbracciata dal fiume Chienti e Tenna sorge Sant’Elpidio a Mare che custodisce due pregevoli esempi di architettura neoclassica, concepiti entrambi dal genio dell’architetto settempedano Ireneo Aleandri. In un periodo in cui “l’umiltà e la semplicità erano le due vere sorgenti della bellezza”, l’esaltazione della razionalità estetica si tradusse con l’elogio dell’equilibrio, la celebrazione di una razionale linearità stilistica e il categorico rifiuto del bizzarro estro barocco. Aleandri ha saputo attingere con sapienza al repertorio classico ed è riuscito a progettare opere che comunicano maestosità nonostante la colta moderazione di cui si è fatto sommo interprete. Oltre allo Sferisterio di Macerata che esprime grandiosità sebbene sia privo di inutili ornamenti, l’architetto originario di San Severino Marche disegnò il teatro titolato a Luigi Cicconi e il Palazzo comunale di Sant’Elpidio a Mare. Lungo corso Baccio si incontra il primo edificio, realizzato fra il 1870 e il 1872 e dedicato a un eccellente poeta tragico, nonché intellettuale del Risorgimento. Del progetto originario rimane soltanto il prospetto, in quanto l’interno fu ricostruito interamente in seguito alla demolizione del 1952. Il teatro, sviluppato su un unico piano, presenta una facciata in laterizio spartita in due ordini mediante un semplice marcapiano. Mentre la fascia inferiore è scandita da una serie di portoni dotati di archi a tutto sesto, quella sovrastante si contraddistingue principalmente per la parte centrale che riporta il nome del teatro ed è ritmata da quattro paraste con capitelli compositi sormontati da un sobrio architrave tripartito.

L’estremità superiore è inoltre animata da una modanatura con dentelli che richiama alla memoria celebri esempi dell’architettura classica. In piazza Matteotti, insieme a pregevoli monumenti come la perinsigne collegiata di Sant’Elpidio, la torre gerosolimitana e la basilica lateranense di Santa Maria della Misericordia, si erge il Palazzo comunale. Realizzato intorno alla fine del XIV secolo, fu ristrutturato nella prima metà del XVI secolo su progetto dell’architetto e pittore lombardo Pellegrino Tibaldi, detto anche Pellegrino Pellegrini. L’edificio subì un altro importante restauro nel 1862, su disegno dell’architetto Ireneo Aleandri. Il palazzo che ospita nella sala consiliare due polittici di Vittore Crivelli, mostra una facciata neoclassica in laterizio rosato ritmata da lisce modanature in pietra d’Istria. Il corpo centrale, scandito in tre ordini, è caratterizzato da un porticato con tre fornici voltate a tutto sesto che si alternano a lesene dotate di capitelli dorici. L’ordine superiore ripete il modulo sottostante, mentre il terzo che è più basso sfoggia in posizione centrale il simbolo del Comune.