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LE RADICI PICENE E ROMANE DEL TERRITORIO


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LE RADICI PICENE E ROMANE DEL TERRITORIO
Cupramarittima


Cupra Marittima, Parco Archeologico


Reperti

Lungo la costa del mare Adriatico sorge la splendida Cupra Marittima che dal 1997 è insignita dalla FEE (Foundation for Environmental Education) della Bandiera Blu delle spiagge. Oltre a essere una superba località turistica che offre ai visitatori la possibilità di beneficiare di un ingente patrimonio ambientale ed enogastronomico, Cupra al contempo ha la capacità di ammaliare mediante la storia del suo territorio che ha serbato per lungo tempo preziose attestazioni del suo fulgido passato. La sua peculiarità risiede nel fatto che non presenta sovrapposizioni urbanistiche fra il centro antico, l’incasato medievale e l’abitato contemporaneo, offrendo l’opportunità di analizzare le diverse fasi insediative.

Difatti l’impianto urbano della colonia romana era collocato a circa 1,5 chilometri rispetto all’attuale centro urbano che invece sorse fra il XVIII e il XIX secolo lungo la costa adriatica. Lo stanziamento medievale invece è ravvisabile su una vicina collina che ancora oggi custodisce le spoglie della severa castrum Maranum. Al tempo dei Piceni, Cupra era considerata una località di grande interesse religioso, in quanto rappresentava l’unico sito della costa adriatica centro-settentrionale con un santuario dedicato all’altissima divinità da cui dipendeva anche il suo toponimo. Quando la popolazione picena fu assoggettata dalle truppe romane intorno al 268 a.C., il considerevole luogo di culto non fu demolito, bensì continuò a godere di una grossa considerazione e addirittura subì un rinnovamento nel 127 a.C. per volontà dell’imperatore Adriano. La colonia beneficiava di un’ottima posizione strategica che favoriva il commercio marittimo di prodotti che ancora oggi vengono considerati di ottima qualità, come ad esempio l’olio extravergine di oliva. I resti dell’antico insediamento romano, collocato nei pressi del fiume Menocchia, sono conservati entro un valente parco archeologico, gestito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche che l’ha realizzato con lo scopo di recuperare e riqualificare il territorio nelle sue diverse valenze storiche e naturalmente affinché abbia una funzione didattico-informativa. E’ inclusa nel parco anche l’area riservata al Foro che si estendeva lungo una zona pianeggiante in località Civita, dove i resti di un tempio a pianta rettangolare con due archi onorari in laterizio del periodo adrianeo sono tornati a vedere la luce per ostentare ancora oggi la loro solenne bellezza. Appena al di fuori della città sono ravvisabili le spoglie di una domus dotata di un ninfeo con vasca centrale, un’esedra ravvivata da dipinti con scene marine, pareti affrescate e nicchie.