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LE RADICI PICENE E ROMANE DEL TERRITORIO


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LE RADICI PICENE E ROMANE DEL TERRITORIO
Monte Rinaldo


Monterinaldo, Santuario tardo-repubblicano






Monterinaldo che sorge su una dolce collina compresa fra il fiume Aso e il torrente Indaco, deve l’origine del nome a una leggenda piuttosto curiosa, in base alla quale tre figli di un conte normanno chiamati Pietro, Elpidio e Rinaldo fondarono rispettivamente Monsampietro Morico, Sant’Elpidio Morico e Monte Rinaldo. A ribadire questa storia leggendaria, anche alcuni versi piuttosto noti fra gli abitanti della cittadina fermana: “Risalendo dal mare i verdi colli,/volgasi l’occhio verso l’alto monte/che di tanti misteri il nome asconde/per cui il meschin fece pensieri folli,/s’erge quale guerrier franco e spavaldo/piccolo ameno sito: Monte Rinaldo”. Tuttavia le sue radici affondano in un periodo ben più lontano. A renderne testimonianza sono i resti monumentali di un santuario, riportati parzialmente alla luce in località Cuma e riconducibili all’età tardo-repubblicana, perciò a un arco di tempo compreso fra il I e il II secolo a.C. Gli studiosi non hanno ancora definito quale fosse la divinità cui fu consacrato un edificio tanto magnificente, ma sono sicuri che si trattasse di un culto particolarmente rilevante e diffuso in un’area alquanto estesa. I resti monumentali del santuario sono stati rinvenuti per la prima volta nel 1957, quando hanno rivisto la luce anche le spoglie di alcune ville romane circostanti. Quasi certamente si trattava di un tempio diptero, costituito da un duplice colonnato che coronava l’intero perimetro. La peristasi o portico colonnato doveva essere lungo circa 66 m., mentre ci sono ancora dei dubbi sul numero di naos. Difatti non è ancora chiaro se il tempio fosse costituito da un’unica cella o se invece ne avesse tre. Le colonne in posizione centrale presentano capitelli ionico-italici e si ergono per più di 6,80 m., mentre quelle alle estremità fanno mostra di capitelli dorici e sono alte circa 4,75 m. Ciò nonostante tutte sono state ricavate dall’arenaria e presentano un fusto scanalato con spigoli smussati. Lungo la sezione ovest del portico è stato rilevato un ambiente di circa 9x6 m. con colonne di ordine ionico, realizzato quasi certamente alcuni decenni più tardi rispetto al corpo principale. Durante le indagini sono stati reperiti i frammenti di alcune decorazioni fittili che forse erano parte del frontone e rievocavano con gusto tipicamente greco-ellenistico le gesta di qualche eroe mitologico.