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Servigliano


Servigliano










Il cosiddetto “Piano degli Appennini” è stato fondato quasi certamente intorno al 268 a.C. da un certo Publio Servilio Rullo, tribuno di Gneo Pompeo il Grande, che stabilì un modesto insediamento nei pressi dell’attuale Santa Maria del Piano. Tuttavia, era già attestato intorno al XII secolo d.C. un castello piuttosto esteso su un poggio che domina la frazione di Curetta, pochi chilometri a sud rispetto al primo stanziamento romano. Gli incessanti smottamenti che interessavano quella zona, determinarono crolli consistenti che nel 1760 obbligarono i suoi abitanti ad abbandonare definitivamente il castello. Attualmente sono ravvisabili solo discontinui ammassi di mattoni che non permettono una chiara lettura del vecchio insediamento, forse munito di una vasta cinta muraria e di una massiccia torre d’avvistamento lungo la cortina meridionale. A partire dal 1773 fu realizzato un nuovo insediamento nei pressi della chiesa dei Minori Osservanti di Santa Maria del Piano, su progetto dell’architetto Virginio Bracci. Contraddistinto da una forma quadrangolare, il recente stanziamento presenta lungo i quattro lati del perimetro una schiera di abitazioni a due piani, che sembrano formare una sorta di cortina muraria. L’impianto piuttosto regolare è caratterizzato da due grandi vie che, come il cardo e il decumano del castro romano, si intersecano ad angolo retto al centro dell’insediamento. Via Luigi Vecchiotti che parte dalla monumentale Porta Santo Spirito, chiamata anche Porta Amandola, e attraversa la cittadina da est a ovest, si incrocia con corso Navarra che inizia dalla Porta omonima, percorre il nucleo abitato da sud verso nord e si conclude con Porta Clementina, detta anche Porta Marina. Nel punto in cui i due assi maggiori si incontrano, si apre la piazza principale, dove sono situate la pregevole collegiata di San Marco Evangelista attribuita a Cosimo Morelli, il severo palazzo comunale che invece fu edificato su disegno di Luigi Paglialunga e le maggiori residenze gentilizie della cittadina. Oltre alle due arterie principali, il nuovo insediamento è attraversato da diverse vie minori che danno forma a una serie di incantevoli isolati simmetrici. Quando la realizzazione del nuovo centro urbano venne ultimata, si pensò di intitolarlo a Papa Clemente XIV che nel 1771 aveva stabilito ufficialmente l’inizio dei lavori. In effetti, l’insediamento mantenne la denominazione di Castel Clementino fino al gennaio 1863, anno in cui invece fu sostituito con l’attuale Servigliano.